Itinerario “M’ispira: Dante in Casentino”
Itinerario “M’ispira: Dante in Casentino”
Itinerario “M’ispira: Dante in Casentino”
Itinerario previsto da svolgersi in 6-8 ore (full day)
Tappe principali: Castello di Poppi – Pieve di San Pietro a Romena - Castello di Romena
Mattina.
Ritrovo davanti all’entrata del Castello di Poppi. Visita al Castello di Poppi, proprietà dei Conti Guidi di Romena (attenzione, erano proprietari anche del Castello di Romena, ma siamo ancora a Poppi, non sbagliatevi!!!)
Il piano terra è adibito a museo storico, in ricordo della battaglia di Campaldino che vide opposti, nel 1289, i Guelfi fiorentini e i Ghibellini di Arezzo.
Indovinate chi combatté a Campaldino? Proprio lui, il grande Dante!
Nel Purgatorio racconterà che il corpo mai ritrovato del ghibellino Buonconte di Guido da Montefeltro, morto nella battaglia, era stato trascinato fino all’Arno dalle acque del torrente Archiano, ingrossate da un temporale notturno. Subito prima, nello stesso canto, comparirà Iacopo del Cassero – ucciso dai sicari degli Este a Oriago, sulla strada tra Padova e Venezia –, un altro che aveva partecipato alla battaglia al comando di un contingente di Fano schierato con i fiorentini.
Dante scrive di Campaldino anche in un’epistola perduta (Leonardo Bruni). Dice di essersi trovato tra i combattenti a cavallo nella battaglia di Campaldino, «ove ebbe temenza molta et nella fine grandissima allegrezza per li varii casi di quella battaglia». Della battaglia «disegna la forma», cioè i «varii casi»: dalla rotta subita dalla prima schiera in cui lui si trovava fino alla vittoria, ottenuta proprio grazie a quella precipitosa ritirata, che aveva avuto l’effetto di compattare le forze equestri e pedestri fiorentine e, per contro, di allontanare dalla propria fanteria la cavalleria aretina inseguitrice. Dante, dunque, apparteneva al reparto dei feditori, ai quali toccava l’onere del primo assalto. I feditori, ossia i cavalieri armati alla leggera, erano un corpo ambito, tanto è vero che ne facevano parte molti nobili e magnati.
Visita, al primo piano, della Biblioteca Rilliana che contiene manoscritti e testi del Quattrocento e Cinquecento, di carattere soprattutto scientifico ed erboristico, provenienti dal Sacro Eremo di Camaldoli.
Dal Salone, la visita prosegue nella Cappella dei Conti Guidi affrescata da Taddeo Gaddi (XIV sec.), allievo di Giotto. Il tour prosegue con la visita delle stanze dei Conti Guidi che affacciano, con panorami mozzafiato, sulla Valle del Casentino. Proprio in questi locali, soggiornò nel 1307 e poi nel 1311 Dante Alighieri e la tradizione vuole che proprio a Poppi il sommo poeta abbia composto il XXXIII Canto dell' Inferno.
Dopo la visita al Castello, passeggiata nelle strade del Borgo di Poppi, riconosciuto dalla Guida Touring come uno dei borghi più belli d’Italia.
Da segnalare: la Chiesa della Madonna del Morbo, i porticati che arrivano fino alla Badia di San Fedele e la Badia di San Fedele stessa.
Pausa pranzo.
Libera.
Pomeriggio.
Partenza per Romena. Ritrovo davanti alla Pieve di San Pietro a Romena (XII sec). La facciata purtroppo non è quella originale perché a causa di numerosi crolli, la lunghezza dello stabile è stata ridotta. L’effetto è tuttavia grandioso, perché per contrasto, l’abside risulta enorme sulla linea di fuga dell’orizzonte. Degna di nota l’architettura romanica che si riscontra nei capitelli con motivi allegorici (fitomorfi e zoomorfi) e nell’abside, sovrastata da una volta a botte con decoro a colonne in pietra serena prive di vetrate istoriate, che lasciano passare la luce viva.
In particolare, un capitello ci narrerà, attraverso la sua decorazione, la storia della fondazione della Pieve. Curiosi di scoprire quale?
La visita prosegue nella Cripta, rinvenuta durante i lavori di ristrutturazione del pavimento, con frammenti di sculture in arenaria risalenti all’VII e IX.
La leggenda vuole che tutta la Pieve sia abitata dal Fantasma da un sacerdote che tutte le notti, a mezzanotte, celebra messa per le anime dei benefattori della parrocchia. Tuttavia, il “problema” del fantasma è trovare chi serve messa. Si narra, allora, che sia possibile sentire un flebile sussurro: “Chi me la serve?”, ripetuto tre volte. Inoltre, alle due di notte, a funzione terminata, testimonianze del paese dicono di aver visto dei chiarori provenire dall’abside e di aver udito la celebre formula latina “Ite missa est”.
Una curiosità: la comunità religiosa di Romena è attualmente gestita da Don Luigi, un sacerdote dalla spiritualità molto spiccata ed eterodiretta. Ha avuto il gran merito di restaurare i vari annessi alla Pieve e di costruire percorsi spirituali sia all’interno che all’esterno multimediali, con musica, frasi motivazionali e sedute, che insieme al bellissimo paesaggio circostante inducono al relax e alla meditazione.
L’itinerario prosegue a piedi dalla Pieve al Castello di Romena, altra proprietà dei Conti Guidi. La visita al Castello di Romena prevede il Cassero e i due nuclei comprendenti la Casa del Podestà (palazzo residenziale dei Conti Guidi), il Mastio e le mura difensive.
Un dettaglio di storia più recente: tra il Cassero e la terza torre è situata la piazza d’armi dove si accampò anche Gabriele D’Annunzio.
Il Castello è noto per la storia di Mastro Adamo da Brescia, riportata da Dante (Inferno, Canto XXX, Divina Commedia)
« Ivi è Romena, là dov'io falsai
la lega suggellata del Batista;
per ch'io il corpo sù arso lasciai. (Maestro Adamo) »
Si trattava di un fabbro, che nel 1281, falsificava i fiorini d'oro della Repubblica di Firenze, decurtandoli di 3 gr dell’aureo metallo, per conto dei Guidi di Romena. Catturato e condannato a morte, venne giustiziato nei pressi del castello, in una località da allora chiamata Omomorto della Consuma.
Lo stesso Dante Alighieri è vissuto per qualche tempo nel castello durante il suo esilio durato dal 1301 alla morte nel 1321 e sembra che questo abbia ispirato la conformazione architettonica a gironi della Divina Commedia.
Sconsigliato a persone che hanno problemi di deambulazione
A richiesta è possibile trasformare il tour da intera giornata (full day) a mezza giornata (half day), scegliendo, a proprio piacimento, la metà di programma preferito.
Costo mezza giornata= 130,00 euro
250,00 euro
Con questo si intende l’onorario della guida (indipendentemente dal numero delle persone per un max di 30).
Il prezzo non comprende gli extra.
Con mezzi propri.
In caso l'utente sia sprovvisto di mezzi propri, c'è la possibilità di richiedere servizio bus o mini-van.